Certe cose sembrano non cambiare mai; la Germania è sempre forte, è sempre favorita; i suoi giocatori tanto poderosi quanto ingenui, a confronto della nostra italica malizia, e questo nonostante trapianti sempre più frequenti di turchi, africani e polacchi a variegare il DNA teutonico del team. In dieci match che contano, non ci hanno mai battuto, nemmeno quando partivamo, come oggi, da sfavoriti. Ieri purtroppo per loro si è svegliato Balotelli, finalmente implacabile davanti alla porta; Montolivo e Pirlo hanno comandato le operazioni con la calma dei campioni navigati, la difesa è stata meglio di un bunker, e poi, se perfino l'ectoplasmico Cassano di questi tempi tira fuori dal cilindro un assist di alta gioielleria, allora tanti saluti Germania, ci rivediamo alla prossima. Portate le birre, che alle cibarie ci pensiamo noi. Ma un post scriptum lo devo dedicare alla Rai; la TV nazionale sta offrendo un buon servizio, e sì, siamo un paese di criticoni, ma è impossibile non fare una riflessione sulla designazione di Bruno Gentili come telecronista per le partite degli azzurri.
