I ballottaggi a Milano, Napoli, Trieste e Cagliari, citando soltanto le grandi città chiamate ad eleggere al secondo turno i propri primi cittadini, ci restituiscono l’immagine di un quadro politico diverso, quasi rivoluzionario, non credo che ci si renda davvero conto del dato elettorale, piu’ dirompente dal punto di vista politico, in proporzione all’abnorme dato numerico, risultante sia due settimane fa al primo turno, sia al secondo turno odierno.
Finisce davvero un’era politica, si è detto è vero tante volte, ma in questo caso i numeri parlano da soli:
il ratto di Milano è uno schiaffo troppo grande, la capitale del berlusconismo cade fragorosamente, nessuna sorpresa vista anche una campagna elettorale, al limite del masochistico da parte del presidente del Consiglio ed in generale dalla squadra di Letizia Moratti, una continua chiamata alle armi che non ha funzionato e non poteva funzionare visto i dati del primo turno.
A Napoli e Cagliari il distacco dai due candidati di Idv e Sel è piu’ che imbarazzante, un Lettieri ridotto ai minimi termini dalla forza della figura di Luigi De Magistris, che conferma l’exploit dell’ultime elezioni europee ed è forte di numeri imponenti se confrontati al risultato di Idv a livello di lista. Per Di Pietro una vittoria storica, per la prima volta il partito dell’ex PM guida una grande città italiana, ma anche un segnale per il futuro di un partito che solo se si rinnova trova performance elettorali convincenti. Il giovane Zedda è sindaco di Cagliari, dal sostanziale pareggio del primo turno ad una rotonda affermazione al ballottaggio, sconfitto Fantola, e forse ancora di piu’ per l’ex sindaco Floris uscito con le ossa rotte da questa tornata elettorale.
A Trieste la situazione più paradigmatica, dopo il decennio dell'amatissimo ex sindaco Di Piazza, il centrodestra cede pesantemente il passo alle diatribe e faide interne, Antonione è il candidato figlio di lacerazioni fortissime e trionfa al secondo turno il Pd Cosolini.
