Il libro, pubblicato nel 2009 da Roberto Vecchioni (professore, cantautore e vincitore di Sanremo 2010 con Chiamami ancora amore), prosegue con un personaggio già noto ai suoi lettori, l’immortale Teliqalipukt. Nella cornice del dialogo e confronto-scontro tra Dio e l’angelo, vengono presentate storie di umanità (dolore e dolcezza). Dio si presenta all’immortale sostenendo di essere in crisi e aver bisogno di lui per risolverla, un Dio “in carne e ossa”, nei travestimenti più diversi e inaspettati (per il grande Immortale): pittore rinascimentale, rock star, trapezista, per dirne solo alcuni.
La ragione della crisi di Dio è nell’incapacità di comprendere gli uomini, che gli sono “sfuggiti di mano”. Teliqalipukt, invece, ha vissuto diverse vite accanto a loro, li conosce bene, meglio di qualunque altro immortale, con loro ha avuto a che fare fino a comprenderli in quel che più li caratterizza, quel “demone che li divora”. In discussione c’è tutto il peso delle domande intorno al destino e alla libertà, ma Dio e Teliqalipukt decidono di non discorrerne da teologi (in questo, dicono, non sono affatto bravi). Dio così vuole farsi raccontare una serie di storie di uomini che si sono ribellati, che han provato a farlo, che hanno messo in discussione: non il dogma di una certa fede, ma il modo in cui il cielo, in ogni credo, si è intrecciato alla vicenda umana.
