Nel 1872 fu dato alle stampe un testo molto risonante e risonato, nella filosofia contemporanea, “La nascita della tragedia dallo spirito della musica”, di Friedrich Nietzsche, più canto dionisiaco, invocazione sublime e netta, di un ragazzo che della musica aveva una ragione di vita e passione bruciante, che opera filologica. Solo cinque anni prima, Johann Jakob Bachofen (1815 – 1887) aveva trattato, altrettanto (in tono assai diverso), del culto misterico: cinquanta esemplari di un testo pubblicato a Basilea, furono resi disponibili ad alto costo viste le illustrazioni a colore, molto costose. Si trattava de “La dottrina dell’immortalità della teologia orfica”.
Bachofen andava a mettere il dito in una piaga aperta e ancora sanguinante, nascosta nel corpus della nuova visione greca progressivamente andata affermandosi negli ambienti accademici, troppo serena e positiva per i gusti di spiriti più sensibili, quale lo era stato lo stesso Goethe.
