Dalle montagne afgane giunge fino alle nostre foreste
l’eco di un p i a n t o l o n t a n o ,
distorto, quasi impercettibile, quasi che qualche “vedova” rimpianga la prematura dipartita di un qualche congiunto, il quale, diciamocelo, in vita non è stato uno stinco di santo, ma da “morto”, tutto si “livella”, come direbbe Totò. Dalla sua scomoda “latitanza”, Eretico rammenta i bei tempi che furono, quelli dei chiassosi salotti del lunedì calcistico, che ci allietavano tutti nel loro apparecchiato frastuono, che ci raccontavano una realtà tra il verosimile e la fiction, fino a quando il giocattolo si è rotto, fino a quando una giustizia, a volte sommaria a volte parziale, molto parziale, ha decapitato la testa del calcio Italiano.
l’eco di un p i a n t o l o n t a n o ,
distorto, quasi impercettibile, quasi che qualche “vedova” rimpianga la prematura dipartita di un qualche congiunto, il quale, diciamocelo, in vita non è stato uno stinco di santo, ma da “morto”, tutto si “livella”, come direbbe Totò. Dalla sua scomoda “latitanza”, Eretico rammenta i bei tempi che furono, quelli dei chiassosi salotti del lunedì calcistico, che ci allietavano tutti nel loro apparecchiato frastuono, che ci raccontavano una realtà tra il verosimile e la fiction, fino a quando il giocattolo si è rotto, fino a quando una giustizia, a volte sommaria a volte parziale, molto parziale, ha decapitato la testa del calcio Italiano.
