Da qualche minuto la Juventus è Campione d'Italia, la matematica certezza del titolo si è materializzata con la vittoria a Trieste (campo neutro) contro il Cagliari e la contemporanea sconfitta del Milan nel derby contro l'Inter per 2-4. Uno scudetto costruito su un imbattibilità stagionale che domenica a cospetto dell'Atalanta potrebbe allungarsi a coprire l'intero campionato ed affiancare la Juve 2011-2012 al Perugia di Ilario Castagner del 1978-1979 (imbattuto, ma secondo in classifica dietro il Milan della stella) ed al Milan di Fabio Capello del 1991-1992 (mai sconfitto per 58 partite tra il 1991 e il 1993).
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lunedì 7 maggio 2012
CALCIO: LA JUVENTUS E' CAMPIONE D'ITALIA – di Nicola Gallo
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sabato 16 luglio 2011
COSI' ROMA NON E' CAPITALE - di Andrea Titti
La condanna da parte del T.A.R. del Lazio alla giunta Capitolina, per il mancato rispetto della legge sulle quote rosa, squarcia una realtà di provincialismo che si credeva sinceramente superata. Non tanto per la sentenza in se, certamente imbarazzante per il Sindaco Gianni Alemanno e per la sua martoriata maggioranza, ma per le contromisure prese, per aumentare la rappresentanza femminile nell’organo di governo di Roma. E’ stata nominata infatti, come assessore allo sport la Dott.ssa Rosella Sensi, presidentessa della AS Roma negli ultimi lustri, nonché figlia del compianto Franco Sensi, patron dell’ultimo tricolore vinto dalla società della lupa.
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sabato 25 giugno 2011
SARA TOMMASI E' UNA BOCCONIANA, LUCIANO MOGGI NO - Il Puma
Dalle montagne afgane giunge fino alle nostre foreste
l’eco di un p i a n t o l o n t a n o ,
distorto, quasi impercettibile, quasi che qualche “vedova” rimpianga la prematura dipartita di un qualche congiunto, il quale, diciamocelo, in vita non è stato uno stinco di santo, ma da “morto”, tutto si “livella”, come direbbe Totò. Dalla sua scomoda “latitanza”, Eretico rammenta i bei tempi che furono, quelli dei chiassosi salotti del lunedì calcistico, che ci allietavano tutti nel loro apparecchiato frastuono, che ci raccontavano una realtà tra il verosimile e la fiction, fino a quando il giocattolo si è rotto, fino a quando una giustizia, a volte sommaria a volte parziale, molto parziale, ha decapitato la testa del calcio Italiano.
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distorto, quasi impercettibile, quasi che qualche “vedova” rimpianga la prematura dipartita di un qualche congiunto, il quale, diciamocelo, in vita non è stato uno stinco di santo, ma da “morto”, tutto si “livella”, come direbbe Totò. Dalla sua scomoda “latitanza”, Eretico rammenta i bei tempi che furono, quelli dei chiassosi salotti del lunedì calcistico, che ci allietavano tutti nel loro apparecchiato frastuono, che ci raccontavano una realtà tra il verosimile e la fiction, fino a quando il giocattolo si è rotto, fino a quando una giustizia, a volte sommaria a volte parziale, molto parziale, ha decapitato la testa del calcio Italiano.
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