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venerdì 9 settembre 2011

LO HOBBIT: TOLKIEN E IL PIACERE DEL NARRARE AI BAMBINI (E AI GRANDI) - di Carla Righetti

Immaginiamo che il mondo abbia conosciuto quattro Ere, che esistano diverse razze dotate di intelligenza e dall’aspetto (più o meno) antropomorfico e con diversissimi tratti caratteristici, che il mondo cristiano e quello pagano abbiamo avuto possibilità, nella mente di un linguista scrittore, di trovare una terza forma in grado di rappresentare la grandezza e la bellezza di una creazione, il valore dell’eroismo, dell’amicizia, il cupo potere del male, che conosce mille forme, e l’ironia di una vita semplice che viene visitata e trasformata da cose grandi, il senso di una misura e un amore per la vita che sanno cantare, perché è con la musica che il creatore ha dato esistema al mondo e alle forme. Si avrà, così, solo una pallida immagine dell’universo che J.R.R. Tolkien ha saputo inventare, riscoprendo cose antiche, col gusto della narrazione e della costruzione di un universo in grado di ospitare la lingua che lui, Professore a Oxford di lingua inglese (che significava anche conoscere ogni filo d’erba della letteratura antica e moderna), aveva inventato. Infatti, l’opera di Tolkien è molto più che un fantasy, termine moderno, del tutto inadatto al mito in cui questo mondo vive e che ha generato: la Terra di Mezzo e le Ere passate sono dotate di un linguaggio proprio, per ogni gente, di storia, cronologie, canti, modi di fare, costumi, plasmati dal vestiario, agli oggetti, agli usi, al mondo mentale.

sabato 30 luglio 2011

UN FANTASY INUSUALE: IL RITORNO DELLA MAGIA IN GRANDE STILE NELL'INGHILTERRA DEL 1800 - di Daniela Guadagni.

Jonathan Strange & il Signor Norrell, opera d'esordio della scrittrice britannica Susanna Clarke è un libro che ami o odi. All'autrice ci sono voluti ben nove anni per completare la stesura di quest'opera mastodontica, che sebbene fantasy, è ambientata nell'Inghilterra di inizio 1800, ed è arricchita da un'infinità di particolari storici (più o meno piegati alle finalità della narrazione), dalla società inglese del periodo alla guerra contro Napoleone Bonaparte.

Jonathan Strange & il Signor Norrell narra di un mondo dove la magia non solo esiste, ma ha avuto un ruolo attivo per tutto il Medioevo grazie all'opera del leggendario mago, il Re Corvo, che si racconta avesse regni nell'Inghilterra del Nord, nei Regni Fatati e persino all'Inferno, dove trattava da pari con lo stesso Lucifero. La sua vita e le sue opere influenzarono tutti quelli attorno a lui per secoli, e la magia conobbe il periodo più fiorente della sua esistenza, diventando un potere pari e superiore alla religione; poi un giorno, misteriosamente, il Re Corvo scomparve e lentamente la magia iniziò ad abbandonare l'Inghilterra, finché nel presente del libro (anno 1806) viene studiata in pochi libri residuo di un'epoca ben più gloriosa da vecchi signori noiosi e sedentari che neanche si sognano di praticare un incantesimo, e preferiscono fregiarsi del titolo di “maghi teorici”.
Ma questa atmosfera perbenista e borghese viene sconvolta dal coming out del signor Norrell, un tranquillo e misantropo signore che trascorre la vita rinchiuso nella sua casa di campagna a collezionare e studiare vecchi testi di magia. In risposta ad una sfida compie per la prima volta da quasi trecento anni una magia. In cambio, pretende che ogni cosiddetto (e da lui disprezzato) “mago teorico” abbandoni subito la sua professione, poiché solo lui è degno di essere chiamato con il titolo di mago. Si trasferisce dunque a Londra, inseguendo l'ambizione un po' folle di riabilitare la professione di mago, inquinata da troppi teorici e cialtroni che vendono filtri d'amore ai lati delle strade. E quale miglior modo di farlo se non proporsi come arma vincente contro Napoleone, che spadroneggia in Europa? Tuttavia all'inizio non viene ascoltato, e affidandosi alle mani di ambigui gentiluomini decide di riportare in vita una giovane donna morta di malattia. Per compiere ciò prende accordi con un elfo, un abitante dei Regni Fatati, che però in accordo alla sua natura malvagia pretenderà ben più del mignolo della bella signorina in cambio della sua vita.