“Tu sei vivo, Bod. Questo significa che hai potenzialità infinite.
Puoi fare qualsiasi cosa, realizzare qualsiasi cosa, sognare qualsiasi cosa.
Se tu cambi il mondo, il mondo cambierà.”
Sii fossa, sii polvere, brezza, leggero
Sii notte, sii buio, sii sogno, pensiero,
Scivola e guizza e sguscia, ignorato,
Sparisci, scompari, svanisci, sei andato.
Sii notte, sii buio, sii sogno, pensiero,
Scivola e guizza e sguscia, ignorato,
Sparisci, scompari, svanisci, sei andato.
Ritornello dei morti
Neil Gaiman è uno dei pochi autori viventi in grado di destreggiarsi senza fallo fra diversi generi, riuscendo ogni volta a tirar fuori un piccolo o grande capolavoro. Dalle opere più complesse e per un pubblico adulto, come American Gods, passa a sceneggiature, fumetti, raccolte di racconti e infine – ultimi ma non i meno importanti della sua produzione letteraria – ai libri per bambini.
Il Figlio del Cimitero, una delle sue ultime opere in tale campo, racconta la storia di Nobody Owens, neonato orfano scampato per miracolo al massacro della sua famiglia e allevato dai burberi ma affettuosi fantasmi di un cimitero. Un cimitero come tutti gli altri, con i suoi loculi doppi per i coniugi, una tomba deturpata con la funzione di Porta dei Ghoul e i fantasmi che anche dopo la morte continuano le loro vite quotidiane. Proprio alcuni di questi fantasmi si oppongono inizialmente all'idea di allevare Bod (abbreviazione di Nobody) all'interno del cimitero; è un bambino, e per giunta vivo! Ai vivi non dovrebbe essere permesso di vedere i morti.






