Il castello è opera scritta, incompiuta, di Franza Kafka (1883 – 1924). La stesura ne fu iniziata nel Gennaio del 1922, per venire interrotta al Luglio dello stesso anno. Pagine complete di un volume interrotto (stesso destino de Il processo, romanzo il cui protagonista è uno Joseph K.), intrico indistricabile anche per i critici e gli appassionati più viscerali, Il castello è un labirinto in cui il desiderio e l’illusione sono volti di una stessa creatura nella cui fisiologia scorre lo spropositato abisso dei dettagli messi alla prova dell’infinito, infinitamente piccoli e infinitamente importanti a seconda dei punti di vista e degli stessi personaggi in opera.
La storia narra di K., senza nome e con un passato sconosciuto (forse Joseph K. giunto in un altro mondo? O nel mondo dietro il mondo della città in cui viveva tranquillamente, prima dell’arrivo della legge?), venuto in città per incarico di agrimensore, uomo che attende l’impiego ufficiale da parte del Castello, che attenderà il contatto coi Signori del Castello, che è già avvolto nelle spire del castello per sua stessa essenza.

