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martedì 2 agosto 2011

KAFKA E "IL CASTELLO": AGONIA DELL'UOMO SOLO - di Carla Righetti

 Il castello è opera scritta, incompiuta, di Franza Kafka (1883 – 1924). La stesura ne fu iniziata  nel Gennaio del 1922, per venire interrotta al Luglio dello stesso anno. Pagine complete di un volume interrotto (stesso destino de Il processo, romanzo il cui protagonista è uno Joseph K.), intrico indistricabile anche per i critici e gli appassionati più viscerali, Il castello è un labirinto in cui il desiderio e l’illusione sono volti di una stessa creatura nella cui fisiologia scorre lo spropositato abisso dei dettagli messi alla prova dell’infinito, infinitamente piccoli e infinitamente importanti a seconda dei punti di vista e degli stessi personaggi in opera.

La storia narra di K., senza nome e con un passato sconosciuto (forse Joseph K. giunto in un altro mondo? O nel mondo dietro il mondo della città in cui viveva tranquillamente, prima dell’arrivo della legge?), venuto in città per incarico di agrimensore, uomo che attende l’impiego ufficiale da parte del Castello, che attenderà il contatto coi Signori del Castello, che è già avvolto nelle spire del castello per sua stessa essenza.

venerdì 15 luglio 2011

DINO BUZZATI: SESSANTA VIE DI PIETA' E IRONIA - di Carla Righetti



Nel 1958 Dino Buzzati, autore del già pubblicato Il deserto dei Tartari (1940), raccoglie in Sessanta Racconti i propri pezzi più significativi per un unico testo in grado di presentare, ad ampio raggio, la grande sfaccettatura dei suoi interessi, temi, possibilità di scrittore. Messo in secondo piano dai contemporanei e connazionali per la particolare collocazione di intellettuale, direttamente impiegato dal Corriere della Sera come giornalista di cronaca e inviato speciale, ingabbiato spesso nelle etichettature (che lo volevano in particolar modo emulo, o peggio, del boemo Franz Kafka), Buzzati riversa nei brevi racconti tutto il proprio sguardo di acciaio, lucido e amaro sull’anima umana, con tutta la consapevolezza di un uomo sì di ottime origini sociali, ma spettatore delle due guerre e dei cambiamenti italiani successivi (muore nel 1972): come giornalista, profondamente immerso negli eventi del suo tempo, come scrittore attento alla condizione umana in senso universale.