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venerdì 19 agosto 2011

PERSUASIONE: IL FRUTTO MATURO DELL'AMORE ROMANTICO - di Carla Righetti

«”Un bello spirito, una disegnatrice di caratteri, che però non parla,
è veramente qualcosa che fa paura!”»

- citato nella Postfazione, “Jane Austen” di Virginia Woolf.


«Jane Austen domina pertanto emozioni assai più profonde di quanto si offrano a prima vista. Ci incita ad aggiungere ciò che manca. Ciò che lei ci offre è apparentemente una banalità, tuttavia composta di elementi che si espandono nell’immaginazione del lettore e investono di durevole vita quelle scen che esternamente sembrano così insignificanti. (…) Comincia a scoprire che il mondo è più vasto, più misterioso e più romantico di quanto avesse supposto»

- ivi.



domenica 24 luglio 2011

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO: STORIA DI UN AMORE ADULTO E ROMANTICO - di Carla Righetti

Orgoglio e pregiudizio, scritto tra il 1796 e il 1797 (titolo originario era Prime impressioni) e pubblicato nel 1813, mette in scena una complessa nascita di emozioni e circostanze, in cui l’orgoglio e il pregiudizio sono i termini chiave per la lettura del comportamento e del punto di vista dei protagonisti della vicenda. Il romanzo, come tutti quelli della Austen, dà vita, attraverso eventi di stampo totalmente quotididiano, a storia d’amore e (quindi) di matrimonio (unica via di rispettabilità, stabilità e serenità, crocevia tutt'altro che pacifico, ma possibile, tra l'individuo e i suoi sentimenti e le esigenze della società), con una articolata struttura di accadimenti strettamente legati ai punti di vista, azioni ed emozioni dei personaggi.

venerdì 15 luglio 2011

DINO BUZZATI: SESSANTA VIE DI PIETA' E IRONIA - di Carla Righetti



Nel 1958 Dino Buzzati, autore del già pubblicato Il deserto dei Tartari (1940), raccoglie in Sessanta Racconti i propri pezzi più significativi per un unico testo in grado di presentare, ad ampio raggio, la grande sfaccettatura dei suoi interessi, temi, possibilità di scrittore. Messo in secondo piano dai contemporanei e connazionali per la particolare collocazione di intellettuale, direttamente impiegato dal Corriere della Sera come giornalista di cronaca e inviato speciale, ingabbiato spesso nelle etichettature (che lo volevano in particolar modo emulo, o peggio, del boemo Franz Kafka), Buzzati riversa nei brevi racconti tutto il proprio sguardo di acciaio, lucido e amaro sull’anima umana, con tutta la consapevolezza di un uomo sì di ottime origini sociali, ma spettatore delle due guerre e dei cambiamenti italiani successivi (muore nel 1972): come giornalista, profondamente immerso negli eventi del suo tempo, come scrittore attento alla condizione umana in senso universale.