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venerdì 15 luglio 2011

DINO BUZZATI: SESSANTA VIE DI PIETA' E IRONIA - di Carla Righetti



Nel 1958 Dino Buzzati, autore del già pubblicato Il deserto dei Tartari (1940), raccoglie in Sessanta Racconti i propri pezzi più significativi per un unico testo in grado di presentare, ad ampio raggio, la grande sfaccettatura dei suoi interessi, temi, possibilità di scrittore. Messo in secondo piano dai contemporanei e connazionali per la particolare collocazione di intellettuale, direttamente impiegato dal Corriere della Sera come giornalista di cronaca e inviato speciale, ingabbiato spesso nelle etichettature (che lo volevano in particolar modo emulo, o peggio, del boemo Franz Kafka), Buzzati riversa nei brevi racconti tutto il proprio sguardo di acciaio, lucido e amaro sull’anima umana, con tutta la consapevolezza di un uomo sì di ottime origini sociali, ma spettatore delle due guerre e dei cambiamenti italiani successivi (muore nel 1972): come giornalista, profondamente immerso negli eventi del suo tempo, come scrittore attento alla condizione umana in senso universale.

giovedì 14 luglio 2011

"IO CREDO NEI VAMPIRI" - di Wy Th'ou von Leander.

       Amico lettore, complice lettore,

    Io credo nei vampiri… Saggio pubblicato nel 1961, dalla Luciano Ferriani Editore. Divenuto impossibile reperire sul mercato, finchè nel 2009 non lo ha ristampato la Gargoyle Books (casa editrice romana che si sta occupando della narrativa horror e gotica). Scritto da Emilio de’ Rossignoli, autore non meno interessante del tema delle sue ricerche: giornalista, critico cinematografico, scrittore, “specialista dell’orrore” (tenne una rubrica su Horror, rivista debuttante nel 1971), esploratore del sottosuolo e delle stanze segrete di un mondo, per definizione, relegato nel mistero. I vampiri non amano parlare di sé (tranne quando iniziano a farlo nelle saghe turbolente e famose della Anne Rice, molto meglio riuscite nella pagina scritta che sul telo del cinema, nonostante il tentativo di coinvolgere bellocci di Hollywood di film A.D. 1994), tantomeno farlo di fronte ai mortali.