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lunedì 21 novembre 2011

PRIMA DI PARLARE DI BANCHE LA LEGA RENDA CONTO DEI PROPRI FALLIMENTI - di Andrea Titti

Certe litanie vanno stroncate sul nascere, ecco perchè ci incarichiamo di smentire questo ritornnello legaiolo e non solo sulle banche e sul governo dei banchieri. Non siamo noi di certo i fans dei poteri forti, ma siamo altrettanto distanti da coloro che, non avendo nulla da dire, e soprattutto volendo nascondere i propri fallimenti nella gestione della cosa pubblica, fanno ammuina attorno ad una sterile propaganda politicante. Da giorni assistiamo alle sofisticate analisi che ci illustrano l'azione della oscura mano del potere finanziario impadronitasi dell'Italia, a danno degli eletti e di quel governo Berlusconi fulgido esempio di magnificenza italica nel mondo.

martedì 21 giugno 2011

ATTENTI ALL'ILLUSIONE FEDERALISTA - di Andrea Titti

Tutti si dichiarano entusiasticamente federalisti, il federalismo sembra la panacea di tutti gli italici mali, col federalismo tutti avranno la loro opportunità, servizi di maggior qualità in ogni regione, praticamente l’Italia diventerebbe di colpo il paese di ben godi. Ma sarà vero? In genere quando c’è un così totale apparente unanimismo diffidiamo dall’unirci al coro. Perciò ci poniamo degli interrogativi che crediamo rappresentino dei nodi cruciali per la coesione sociale e l’esistenza stessa dell’Unità Nazionale, che, a nostro avviso, non è valore immune da rischi se si compiono scelte gravi con superficialità.




sabato 4 giugno 2011

CITTADINANZA: E SE LA TOGLIESSIMO A QUALCHE ITALIANO?

Si discute tra la gente sul tema della concessione della cittadinanza, da parte dello Stato Italiano, agli stranieri residenti. Ricordiamo che, ad oggi, sono 4 milioni gli stranieri residenti entro i confini nazionali, che regolarmente lavorano, versano tributi nelle casse dello Stato, degli enti locali ove dimorano e mandano i loro figli nelle scuole, pubbliche o private, di ogni ordine e grado. 

La legge attualmente in vigore prevede la possibilità da parte dello straniero di far richiesta di ottenimento della cittadinanza italiana al compimento del decimo anno di continuativa residenza regolare nel nostro paese. Discorso diverso è per i bambini figli di stranieri, infatti il nostro è un paese che basa la sua legislazione sullo ius sanguinis (diritto di sangue) e non, come in altri paesi come Francia, Germania, Gran Bretagna e Stati Uniti, sullo ius soli (diritto di residenza). Pertanto oggi un bambino che nasce in Italia da genitori non italiani non è italiano ma per ottenere la cittadinanza dovrà attendere il compimento del diciottesimo anno di età, proprio perché lo ius sanguinis si basa sul principio per cui è italiano solo chi è figlio di italiani indipendentemente dal suo luogo di nascita e residenza. Paradossalmente sarà più agevole ottenere la cittadinanza italiana per il figlio di italiani emigrati in Argentina nato e residente a Buenos Aires, che per il figlio di una coppia di argentini nato e residente regolarmente a Roma. Ci permettiamo di affermare che questa condizione ci pare quantomeno contraddittoria, visto che il bambino nato e residente in Argentina sarà italiano presumibilmente senza parlare una parola della nostra lingua e magari senza essere stato neanche per 1 giorno in Italia, mentre il bambino figlio di argentini che vive nelle borgate di Roma, parla italiano, frequenta le scuole italiane, per essere ufficialmente riconosciuto come italiano dal suo Stato dovrà attendere 18anni e sottoporsi magari ad estenuanti trafile burocratiche.