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sabato 24 dicembre 2011

PRIMARIE BURLA PER IL PD A GENZANO - di Pasquino Castellano

Conoscevamo la città dell'infiorata come la "piccola Mosca", da sempre feudo e roccaforte del Partito Comunista prima, come non ricordare lo storico ed apprezzato Sindaco Cesaroni, del centrosinistra nelle sue varie articolazioni poi. Invece oggi dobbiamo prendere atto che la politica a Genzano si va capovolgendo. Il Partito Democratico è all'opposizione, a beneficio di una coalizione civica, e le tanto decantate primarie democratiche hanno sancito che ha vincere è chi prende meno voti. Vittorio Barbaliscia ed il centrodestra locale ci avevano provato a scalzare il dominio rosso, quasi riuscendoci nel 2001, arrivando fino ad un insperato ballottaggio, ma oggi sono fuori dai giochi, dopo il deludente risultato elettorale conseguito nella scorsa primavera, che ha visto la coalizione a sostegno della candidatura del popolare Primario giungere terza e fuori dal secondo turno.
 I boatos addirittura hanno parlato di un sostegno occulto ad Enzo Ercolani nella seconda tornata da parte del partito di Berlusconi. Una alleanza Pd - Pdl quindi. Queste voci non hanno trovato l'ufficialità ma già che se ne parlasse nei bar è sintomo che qualcosa stava e sta accadendo. L'acme dei colpi di scena però lo si sta vedendo in queste ore, quando dopo l'esito delle tanto sbandierate primarie del Pd, che a Genzano dovevano avere il compito di risollevare un partito al minimo storico e fuori dalla giunta, hanno mostrato un partito rissoso e vittima dei giochi di palazzo. Agostino Cesaroni, candidato alla segreteria cittadina con una lista denominata "Generazione Genzano", scimmiottando un po' quella Generazione Italia di finiana memoria, ha vinto a mani basse con il 45% dei voti, lasciando fermi al 37% Giacomo Tortorici ed al 18% Immacolata Paluzzi. Tutto normale quindi, Cesaroni segretario, interviste sui giornali, complimenti ed auguri degli sponsor. Carlo Ponzo, consigliere regionale democratico già si spellava le mani nelle interviste per plaudire al nuovo virgulto salito al soglio, lo stesso Cesaroni faceva fatica a trattenere la gioia per il risultato conseguito. Mai dire gatto se non ce l'hai nel sacco e quando si tratta di congressi mai cantar vittoria fin quando non si ha in mano il foglio ratificato dagli organi interni, soprattutto quando si è andati ad infastidire le correnti e gli equilibri precostituiti. La reazione del Consigliere Regionale Tonino D'Annibale e dell'assessore Provinciale Amalia Colaceci, rispettivi grandi elettori degli sconfitti Giacomo Tortorici e Immacolata Paluzzi, hanno ribaltato l'esito delle primarie, attuando un accordo tra gli sconfitti che si è manifestato con il voto nella prima riunione del direttivo del Partito di Genzano che ha sancito l'elezione di Giacomo Tortorici a segretario con 22 voti su 40, spedendo all'opposizione interna Agostino Cesaroni. Ma ora chi lo dice agli iscritti del Partito Democratico ed a tutti gli oltre novecento cittadini che si sono recati al voto per le primarie? Se le primarie servono solo a ratificare accordi di vertice e quando non lo fanno vengono bellamente ignorate e tradite, non sarebbe meglio non farle? Si eviterebbe di prendere in giro la gente. Se il centrodestra genzanese è ridotto al rango di soprammobile non significa che le sinistre assortite e di tutte le gradazioni di rosso presenti possano fare il bello e il cattivo tempo, recitando due parti in commedia, quella di una maggioranza travestita da civica e un'opposizione mascherata da tale ma che in realtà gestiscono insieme il potere in continuità con gli ultimi sessant'anni di storia di Genzano. Un po' di chiarezza e di onestà se la meritano i cittadini di Genzano che vorrebbero vedere affrontati i problemi veri della loro città.

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