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giovedì 12 gennaio 2012

UN SALUTO A UN PADRE DEI RACCONTI DI FIABE MODERNE - di Carla Righetti

Nasce oggi: Charles Perrault (1628 - 1703).

Fu uno dei fondatori dell'Accademia delle Scienze, segretario a vita dell'Académie des Inscriptions et Belles-Lettres, appartenente all'alta borghesia (figlio di un avvocato del parlamento di Parigi e fratello di quel Claude Perrault che curò la facciata del Louvre). Soprattutto, fu il fondatore del genere di "racconti di fate".

Pubblicò nel 1695 "Racconti e storie del passato con una morale", che conteneva la rielaborazione di fiabe popolari, in chiave personale (con l'introduzione di elementi che sarebbero rimasti noti, come la scarpetta di cristallo per Cenerentola). Tra cui Pollicino, Barbablù, Cenerentola, La bella addormentata, Cappuccetto Rosso, Il gatto con gli stivali.

sabato 19 novembre 2011

NAZIONALSOCIALISMO: UNA TRAGEDIA DEI NOSTRI TEMPI. MEMORIE DI UNA VERA SS MAI ESISTITA - di Wy Th’ou von Leander

 
Il nazionalsocialismo era una filosofia integrale, totale, una Weltanschaung, come dicevamo noi; ognuno doveva potervisi ritrovare, doveva esserci posto per tutti. Ma era come se in quel tutto fosse stata praticata a forza un’apertura e vi fossero stati introdotti tutti i destini del nazionalsocialismo, per un’unica via, senza ritorno, che tutti dovevano percorrere, sino alla fine.

Opera per orchestra, architettura la cui chiave di volta di un arco rovesciato, verso l’inferno, trattiene la struttura dallo sgretolarsi e sprofondare nelle gole di fuoco e fumo, è un assolo: narrazione attraverso gli occhi di una SS dell’essere stati una SS in quegli anni di luce e buio assoluti, umani e inumani, stretti tra le passioni più represse dell’uomo moderno e il mito di una volontà e di un’azione d’acciaio. Superamento di tutti i confini di qualsiasi possibile vita civile, frantumazione del valore, affermazione dell’estremo, volo pindarico di esistenze aggrappate alla vita, canto omicida sulle corde di strumenti spezzati.

lunedì 17 ottobre 2011

IRENE NEMIROVSKY E IL BRUCIANTE SENTIERO DE "IL SIGNORE DELLE ANIME" - di Carla Righetti


«Sorrisero. Si capivano al volo. Erano uniti, corpo e anima, dall’amore, ma non solo: essendo nati nel medesimo porto della Crimea, parlando la medesima lingua, si sentivano anche fratelli; avevano bevuto alla stessa fonte, diviso lo stesso pane amaro» (p. 24).


Non è possibile fare una recensione obiettiva di un libro come Il signore della anime. Il lettore ci perdonerà la mancata imparzialità e il solito equilibrio di fronte alle opere letterarie presentate nella nostra Rubrica, se e soltanto se avrà letto l’ultimo romanzo di Irène Némirovsky pubblicato dalla Adelphi. Ci viene presentato uno scritto crudo e affilato, difficile e che può non piacere a tutti in quel sottofondo perennemente devastato e devastante di vite incise nel bisogno e nella fame di un riscatto, che nel lettore lascia una sensazione di freddezza e di bruciore, da neve troppo gelida sui palmi delle mani e bruciante di quel gelo rinforzato dal protrarsi dell’inverno.

mercoledì 24 agosto 2011

ROUSSEAU: L'AMORE-PASSIONE, GIULIA E SAINT-PREUX TRA AUTONOMIA ED ETERONOMIA (parte 3) - di Carla Righetti

SEGUE DALLA PARTE 2.
 
... Tuttavia, proprio per il trasporto completo con cui Saint-Preux si abbandona all’amore per Giulia, incondizionatamente, egli sfiora la morte. 

Prima in I, 26 confessa quanto vicino sia alla disperazione e al suicidio, poi alla fine del IV libro, dove Saint-Preux ha la tentazione di gettare se stesso e Giulia in acqua. E questo doveva essere il finale secondo un primo piano dell’opera.

venerdì 12 agosto 2011

ROUSSEAU: L'AMORE-PASSIONE, GIULIA E SAINT-PREUX TRA AUTONOMIA ED ETERONOMIA (parte 2) - di Carla Righetti

 SEGUE DALLA [PARTE 1].


Amore e libertà dei sensi.


Saint-Preux e Giulia hanno maniere diverse di rapportarsi alla sensualità: se infatti per Saint-Preux è un terreno di prova per manifestare capacità di dominarsi (I, 29), o il campo in cui preservare l’onore proprio e quello di Giulia nella volontà di non sacrificare la stima in un possesso vergognoso (1, 24), per Giulia il turbamento, la necessità di alzare le difese e preservarsi in corpo e anima, si presentano sin dalle prime lettere. 

mercoledì 27 luglio 2011

L'AMANTE: INTIMITA' DI INFINITI SILENZI - di Wy Th'ou von Leander

Lettore, il libro che trattiamo è un esile piccolo libro, righe di inchiostro che a distanza di anni cercano di tracciare, di nuovo, l'esperienza incredibile di una passione.

Con L’amant, pubblicato nel 1984, Marguerite (nata Donnadieu) ottiene il premio Goncourt. Non era nuova alla scrittura, arte che aveva scelto sin dagli anni Quaranta come via di espressione. Con L’amant, raggiunge riconoscimento e risonanza, e di Marguerite Duras si avrebbe avuta nota financo a trasformare la sua intima, sensuale e a tratti scandalosa vicenda autobiografica nel film del 1992. Il cambio di cognome risaliva all’arrivo della ragazza in Francia (1932), sul calco del villaggio dove viveva il padre. Prima, era stata l’Indocina francese, dove era cresciuta e aveva amato, sulle rive del Mekong, odierno Vietnam, nei dintorni della città di Saigon – dove frequentava un collegio femminile francese. Impegnata nella Resistenza contro l’invasione nazista, si vide deportare il marito Robert Antelme a Dechau. La militanza nel PCF durò fino al 1950, quando fu espulsa per dissidenza.