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domenica 6 novembre 2011

CALASSO: "KA", NARRAZIONE DI UN FERVORE DELLA MENTE E DELL'EROTICA INDIANA - di Carla Righetti

«Nulla incanta la mente come l’esistenza del mondo esterno, di qualcosa che le è refrattario e non le obbedisce. Viziata dalla propria onnipotenza, dalla propria capacità di connettere e identificare tutto con tutto, la mente volle un ostacolo, grande non meno del mondo – e lo desiderò. Inseguirlo, penetrarlo: questo poteva essere la sfida esaltante, la più incerta. Fu la corsa dietro l’antilope. Non si arrestò mai» (p. 90).

Ka è un libro e molto più di un libro: collezione di storie, narrazione continua e in prosa di un universo di racconti e versioni del mito indiano, della galassia religiosa e intellettuale dell’India antica (e moderna). Roberto Calasso si è proposto di presentare al pubblico italiano e Occidentale versioni continue, unitarie attraverso la forma della prosa, delle vicende divine e semidivine, arrivando fino al Buddha (che storicamente propose una svolta e una soluzione alle impasse di quel che il tradizionale sacrificio non poteva più soddisfare – ma si trattò proprio di rottura? Questa e altre domande vengono messe in campo, in controluce, tra le righe, nel testo di Calasso).

lunedì 17 ottobre 2011

IRENE NEMIROVSKY E IL BRUCIANTE SENTIERO DE "IL SIGNORE DELLE ANIME" - di Carla Righetti


«Sorrisero. Si capivano al volo. Erano uniti, corpo e anima, dall’amore, ma non solo: essendo nati nel medesimo porto della Crimea, parlando la medesima lingua, si sentivano anche fratelli; avevano bevuto alla stessa fonte, diviso lo stesso pane amaro» (p. 24).


Non è possibile fare una recensione obiettiva di un libro come Il signore della anime. Il lettore ci perdonerà la mancata imparzialità e il solito equilibrio di fronte alle opere letterarie presentate nella nostra Rubrica, se e soltanto se avrà letto l’ultimo romanzo di Irène Némirovsky pubblicato dalla Adelphi. Ci viene presentato uno scritto crudo e affilato, difficile e che può non piacere a tutti in quel sottofondo perennemente devastato e devastante di vite incise nel bisogno e nella fame di un riscatto, che nel lettore lascia una sensazione di freddezza e di bruciore, da neve troppo gelida sui palmi delle mani e bruciante di quel gelo rinforzato dal protrarsi dell’inverno.

venerdì 9 settembre 2011

LO HOBBIT: TOLKIEN E IL PIACERE DEL NARRARE AI BAMBINI (E AI GRANDI) - di Carla Righetti

Immaginiamo che il mondo abbia conosciuto quattro Ere, che esistano diverse razze dotate di intelligenza e dall’aspetto (più o meno) antropomorfico e con diversissimi tratti caratteristici, che il mondo cristiano e quello pagano abbiamo avuto possibilità, nella mente di un linguista scrittore, di trovare una terza forma in grado di rappresentare la grandezza e la bellezza di una creazione, il valore dell’eroismo, dell’amicizia, il cupo potere del male, che conosce mille forme, e l’ironia di una vita semplice che viene visitata e trasformata da cose grandi, il senso di una misura e un amore per la vita che sanno cantare, perché è con la musica che il creatore ha dato esistema al mondo e alle forme. Si avrà, così, solo una pallida immagine dell’universo che J.R.R. Tolkien ha saputo inventare, riscoprendo cose antiche, col gusto della narrazione e della costruzione di un universo in grado di ospitare la lingua che lui, Professore a Oxford di lingua inglese (che significava anche conoscere ogni filo d’erba della letteratura antica e moderna), aveva inventato. Infatti, l’opera di Tolkien è molto più che un fantasy, termine moderno, del tutto inadatto al mito in cui questo mondo vive e che ha generato: la Terra di Mezzo e le Ere passate sono dotate di un linguaggio proprio, per ogni gente, di storia, cronologie, canti, modi di fare, costumi, plasmati dal vestiario, agli oggetti, agli usi, al mondo mentale.

lunedì 1 agosto 2011

BALLATE D'AMORE E DI MALINCONIA: INNI E BALLATE DELLA PASSIONE - di Carla Righetti


La verità, vi prego, sull’amore è una raccolta di poesie scritte da Wystan Hugh Auden (York 1907 – Vienna 1973), tra il 1932 e il 1939, anni estremamente ricchi dal punto di vista dell’esperienza dell’autore.

L’Autore. Nel 1930 Auden era tornato in Inghilterra, dopo un anno di studi a Berlino (ove incontrò il teatro e la scrittura del Brecht), madrepatria in cui cominciò a pubblicare le proprie raccolte di poesie. Gli studi erano stati coronati ad Oxford, dove aveva fondato una società letteraria, la Auden Circle.