Lo judo viene definito uno sport completo, uno sport nobile, uno sport fuori dal comune perché esso non si basa né solo sulla forza né solo sulla psiche, ma in esso sono questi due elementi, mente e corpo, che si unificano al fine di creare un qualcosa di esplosivo che porti il judoka al successo. È questo mix di due forze in apparente contrapposizione che rende lo judo uno sport aperto a tutti, che va oltre qualsiasi distinzione di età, sesso, peso, altezza. Ma non si intenda lo judo come pura scienza, non si senta parlare di judo solo quando si sente parlare di forza e mente, infatti, come tutte le arti marziali ha una buona dose di fisicità, tutta particolare anch’essa perché basata sull’educazione, sul coraggio, sull’onore, sulla modestia, sul rispetto dell’avversario, sul proprio autocontrollo e sull’amicizia. E sono questi principi morali che lo rendono appunto diverso perché non violento; non si vedono calci, pugni, e ogni cosa è fatta nell’assoluto rispetto della sicurezza del judoka e ciò si vede dalle prime lezioni che un novello atleta si appresta a prendere.
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domenica 17 luglio 2011
JUDO: MENTE-CORPO AL SERVIZIO DELLA SOCIALITA' E DELLA NOBILTA' DELLO SPIRITO - di Alessio Ramogida
Lo judo viene definito uno sport completo, uno sport nobile, uno sport fuori dal comune perché esso non si basa né solo sulla forza né solo sulla psiche, ma in esso sono questi due elementi, mente e corpo, che si unificano al fine di creare un qualcosa di esplosivo che porti il judoka al successo. È questo mix di due forze in apparente contrapposizione che rende lo judo uno sport aperto a tutti, che va oltre qualsiasi distinzione di età, sesso, peso, altezza. Ma non si intenda lo judo come pura scienza, non si senta parlare di judo solo quando si sente parlare di forza e mente, infatti, come tutte le arti marziali ha una buona dose di fisicità, tutta particolare anch’essa perché basata sull’educazione, sul coraggio, sull’onore, sulla modestia, sul rispetto dell’avversario, sul proprio autocontrollo e sull’amicizia. E sono questi principi morali che lo rendono appunto diverso perché non violento; non si vedono calci, pugni, e ogni cosa è fatta nell’assoluto rispetto della sicurezza del judoka e ciò si vede dalle prime lezioni che un novello atleta si appresta a prendere.
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