Cominciava così il volantino diffuso nel mio quartiere qualche mese fa, da oltre vent’anni risiedo a
Cocciano, popolosa costola del comune di
Frascati.
Questa frase, l’affermazione contenuta nel titolo, me la sento dire da anni, da vicini di casa, adulti, anziani e giovani, invece, lentamente, ho visto prima con gli occhi del bambino, poi con quelli dell’adolescente, poi con quelli più maturi della maggiore età ed infine entrato nella fase adulta della mia vita, l’evoluzione del rione, soprattutto di Cocciano Nuovo: le strade asfaltate, ponendo attenzione al piano regolatore e ad una consistente quota di verde pubblico e privato.
Come dimenticare la costruzione della Chiesa sotto l'azione incessante prima di Don Umberto, poi di Don Costantino, infine l’edificazione del centro commerciale con dentro nella parte inferiore sia l’Eurospin, sia il centro di primo impiego e nella parte superiore una serie di negozi, il bar, la pizzeria e la Banca di Credito Cooperativo.
Tanto si è fatto, tanto si può fare anche perché negli ultimi anni Cocciano ha vissuto un fenomeno particolare. Infatti, prima vi hanno stabilito la propria residenza tanti protagonisti della politica frascatana, poi un progressivo abbandono di questi personaggi ed un successivo oblio che ha coinvolto la vita del quartiere.