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giovedì 23 giugno 2011

BUON COMPLEANNO ITALIA: IL SENSO DELL'UNITA' - di Andrea Titti

Ricorre il Centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia. Sarà una cerimonia vittima della retorica sterile o piuttosto un’occasione di riflessione per il futuro? L’evento in se già crea polemiche,  surreali per me,  ma da non sottovalutare, visto che ad innescarle sono stati ministri della Repubblica, che da quell’unità è nata. La Lega Nord storce non poco la bocca appena si nominano GARIBALDI E Mazzini, non fa mistero di combattere ogni giorno contro quello che definisce senza infingimenti un evento nefasto imposto solo dai “massoni” e dai “bancarottieri”. Idee queste tutt’altro che da relegare a fenomeno folcloristico o frutto esclusivo di linguaggi coloriti.
Le spinte che oggi interpreta la Lega fanno parte di un filone culturale antiunitario e antinazionale che è tutt’altro che estraneo al dibattito storico politico italiano, presente sia nei territori dell’Italia settentrionale che nel mezzogiorno.
 

martedì 21 giugno 2011

BOSSI UN FOLLINI QUALUNQUE, LA LEGA COME L'ULTIMO PSI - Il Puma

Il “celodurismo” è un lontano ricordo, la canottiera è stata riposta nell’armadio,  fuori moda, il ruggito: 
          “Secessione! Secessione!”, somiglia ad un flebile miagolio, di uno di quei gatti domestici, satolli delle cure del padrone, che chiedono sempre più carezze e leccornie.

Fa tristezza vedere il prato di Pontida pieno di brava gente e di componenti dei CDA, o della municipalizzata di turno, tutti un po’ incazzati perché si sente aria di smobilitazione, papà non può più elargire la paghetta settimanale, e si deve tirare un pochino la cinghia, ma si sa che dal caviale è sempre dura tornare alla mortadella. Dal palco Bossi sembra un Follini qualunque, agita le acque, lancia segnali bellicosi, affila le parole, lima i concetti, ma è sempre la solita storia, qualche minaccia col freno a mano tirato, che cela la solita sete di potere e sottopotere. 



ATTENTI ALL'ILLUSIONE FEDERALISTA - di Andrea Titti

Tutti si dichiarano entusiasticamente federalisti, il federalismo sembra la panacea di tutti gli italici mali, col federalismo tutti avranno la loro opportunità, servizi di maggior qualità in ogni regione, praticamente l’Italia diventerebbe di colpo il paese di ben godi. Ma sarà vero? In genere quando c’è un così totale apparente unanimismo diffidiamo dall’unirci al coro. Perciò ci poniamo degli interrogativi che crediamo rappresentino dei nodi cruciali per la coesione sociale e l’esistenza stessa dell’Unità Nazionale, che, a nostro avviso, non è valore immune da rischi se si compiono scelte gravi con superficialità.