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lunedì 4 luglio 2011

COPA AMERICA 2011 E LA PESANTEZZA DELL’ESSERE… - di Nicola Gallo

INIZIATA LA MANIFESTAZIONE SUDAMERICANA, A META’ DEL PRIMO TURNO ELIMINATORIO STENTANO LE FAVORITE ED I LORO CAMPIONI E FUORICLASSE !

Tre goal in quattro partite, basterebbe questo dato, per inquadrare il comune denominatore di quest’inizio di Copa America 2011:
non si segna, si fa una fatica enorme a fare la differenza, ieri erano impressionanti i primi 7 minuti di Brasile-Venezuela, un ritmo forsennato per tutti da api operaie del pallone, anche per i fuoriclasse in campo, da finale di partita, durante un qualsiasi girone dei mondiali, con le due squadre che hanno bisogno di segnare per raggiungere la qualificazione ai turni di eliminazione diretta.

E la cosa sia da parte di un Brasile, spezzato in due con l’intento di dar spettacolo dalla cintola in su, ma anche di non rischiar troppo con una coppia di centrali di centrocampo talmente ordinari (Lucas Leiva e Ramires) da far rimpiangere i tempi di Gilberto Silva-Emerson, sia da parte di un Venezuela impostato si “da battaglia” con il coltello fra i denti, ma anche pronto con l’armadio “a quattro ante” Rincon e il veloce Miku a far ballare il duo “milanese” Lucio – Thiago Silva, con quest’ultimo sovente nel pallone a gestire le sportellate del grosso giocatore del Malaga.

In mezzo al campo altra classe il duo degli anni duemila formato dal giocatore del Vilareal e dal giocatore romanista-juventino, certo il problema dei verdeoro non è la qualità, avanti c'era un fiorilegio di talento e gol in canna, avere in campo un Pato, Neymar e Robinho ispirati (senza dimenticar Ganso reduce dall’infortunio che ha reso meno del preventivato) doveva essere una garanzia, a furia di fare ghirigori soprattutto ad inizio partita contro i “vinotintos”, squadra sottovalutata dagli addetti ai lavori alla vigilia, ma che nei gironi sudamericani di qualificazione mondiali sono anni che si fa rispettare e spesso parlare di se a suon di risultati, la spinta si è affievolita, la qualità annaquata nella lentezza di gioco e le occasioni dal gol sparite con il passare dei minuti di gioco.

Il punto volevano gli uomini del giovane Farias (38 anni, più giovane tecnico della Copa) ed il punto è arrivato, senza neanche grandi patemi nel secondo tempo e nel finale, idem venerdì per la Bolivia al cospetto della favoritissima Argentina, certo a La Plata il marchiano errore di Banega e del portiere Romero, ha regalato agli uomini del tecnico Quinteros il vantaggio di un gol, compensato dal goal del Kun Aguero (testate ai muri della sede della Juve, udite ben oltre Torino), ma la classe dei trio Lavezzi, Tevez e Messi ha inciso troppo poco, imbrigliata si dalla gabbia boliviana, ma anche da una disposizione tattica non utile contro squadre chiuse a riccio.

Tenere Higuain  in panchina fa riflettere e criticare Batista, senza contare una panca in cui hanno sostato senza costrutto i vari Pastore e lo stesso Diego Milito, non un Di Maria che si conferma giocatore spettacolare, ma poco concreto.

L’unica squadra ad approfittare dei mezzi passi falsi delle big è la Colombia di Falcao, pluri vincitore di trofei con il Porto di Vilas Boas nel 2011, che con il minimo scarto ha regolato una Costa Rica rimasta oltre un’ora di gioco in 10 uomini, deludente il Paraguay di Santa Cruz e Valdez, fermato dall’Equador organizzatissimo di Rueda. Gli albirroja, anzi hanno anche rischiato di fare il colpo, mirabile lo slalom del talento Benitez incapace solo di mettere la palla in rete, l’azione più bella del torneo che è anche la cartolina di una manifestazione che per ora offre tanti talenti fumosi e poco arrosto calcistico.

1 commento:

  1. A metà del primo turno dei gironi eliminatori di Coppa America, Nicola Gallo ci offre una panoramica sulle partite finora disputate. Focus su Argentina e Brasile, grandi deluse nei match inaugurali del torneo.

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